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Combattere la malaria in tempo reale

12 Giu

Se i medici dei paesi in via di sviluppo potessero seguire l’evoluzione di un focolaio di malaria in tempo reale, potrebbero rapidamente circoscrivere la diffusione della malattia, rendendo sicure zone a rischio con zanzariere e sistemi di protezione adeguati. Ed è proprio questo l’obiettivo della partnership di Hp con Ping (Positive Innovation for the Next Generation), l’organizzazione mondiale che aiuta a trasformare le nuove tecnologie in strumenti di self care per paesi dell’Africa e di altre zone del mondo.
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Potere agli smartphone: le 5 ragioni del successo

7 Mag

Che si tratti di scaricare l’ultimo album dell’artista preferito o il numero del proprio quotidiano su iPad, gli utenti utilizzano sempre di più dispositivi mobili nelle attività quotidiane. Lo svela una ricerca di Mygazines sui contenuti utilizzati dagli utenti in mobilità. Le statistiche di accesso ad Internet dicono che ci sono più utenti che utilizzano un browser da iPad che da un Pc con sistema Linux, questo la dice lunga visto che Linux ha avuto 20 anni per sviluppare un utenza desktop, l’iPad poco più di uno. Ecco i motivi del successo dei contenuti mobili, secondo Mygazines.

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QR CODE. Come ti costruisco il bigliettino da visita 2.0

28 Set

Qualche tempo fa è esplosa la moda dei codice a barre QR, cioè di particolari derivati dei codici a barre presenti sui prodotti di consumo, ad utilizzo prettamente web. Un esempio era quello di utilizzare tali codici nelle cosidette campagne di “viral marketing” o “guerriglia marketing”, appiccicando per le strade della metropoli, su lampioni e muri, tali codici, per promuovere particolari serate in discoteca o ritrovi universitari e così via. Solo negli ultimi mesi, tali codici sono divenuti di utilizzo prettamente professionale. Il primo network ad utilizzarli in tal senso è stata la nota rivista “Panorama” che già da diversi numeri inserisce, tra gli articoli più importanti, tali codici in riquadri, che possono essere letti dai comuni telefoni cellulari, basta che abbiano una connessione internet, per poter aprire i contenuti esclusivi.

Poco tempo fa mi è venuta un’idea, pensando ad un bigliettino da visita che andasse “oltre” i soliti nome, cognome, email, ecc.. E ho pensato ai Qr Code naturalmente.

Ho messo assieme in questo modo, con l’aiuto dell’amico Michele Sabella, un bigliettino da visita “wired”, connesso alla mia identità digitale.

Nella foto che lo produce fedelmente potete notare i 5 Code che ho deciso di utilizzare per “costruire” il mio bigliettino. Accanto d ogni codice c’è l’icona del social network di riferimento. Con un qualsiasi telefono cellulare basta scaricarsi gratuitamente il lettore a barre della Microsoft, http://gettag.mobi, aprirlo e puntare per pochi secondi sul codice, così verrete reindirizzati al profilo corrispondente.

Un’idea semplice ma, almeno secondo me, innovativa perchè unisce, finalmente, la vita sociale “organica” con quella prettamente “digitale” che ci siamo costruiti nel tempo.

Un certo Van Dijk (noto sociologo delle comunità virtuali)  sarebbe fiero di tutto ciò.

Le informazioni che ho deciso di non “taggare” sono le classiche: numero di cellulare ed email, perchè ad alcuni potrebbe interessare solo quello. I più innovativi invece potranno prendere spunto dall’idea per crearsi i propri Qr Code. Non c’è limite alla fantasia dell’uomo.

Anche di questo sarebbe contento Van Djik.

Breve spiegazione dei QR CODE (Wikipedia):

Un Codice QR (in inglese QR Code) è un codice a barre bidimensionale (o codice 2D) a matrice, composto da moduli neri disposti all’interno di uno schema di forma quadrata. Viene impiegato per memorizzare informazioni generalmente destinate ad essere lette tramite un telefono cellulare o uno smartphone. In un solo crittogramma sono contenuti 7.089 caratteri numerici e 4.296 alfanumerici.

Il nome QR è l’acronimo dell’inglese quick response (risposta rapida), in virtù del fatto che il codice fu sviluppato per permettere una rapida decodifica del suo contenuto.

I codici QR possono contenere sia indirizzi internet, che testi, numeri di telefono, o sms. Sono leggibili da qualsiasi telefono cellularesmartphone munito di un apposito programma di lettura (lettore di codici QR, o in inglese QR reader).

“IL SOLE 24 ORE.COM”. L’INFORMAZIONE EVERYWHERE EVERYTIME

19 Giu

DI SEGUITO L’ARTICOLO GRAZIE AL QUALE A LUGLIO HO VINTO IL CONTEST “24ORE.COM” INDETTO DAL “IL SOLE 24 ORE” PER LANCIARE I NUOVI SERVIZI SOCIAL DEL SITO. ASSIEME ALLA MIA RECENSIONE GIUDICATA LA PIU’ COMPLETA, TIZIANA PREZIO SI E’ AGGIUDICATA IL PREMIO PER QUELLA PIU’ ORIGINALE.

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Il Sole 24 Ore è uno di quei giornali che compri se sei laureato in economia. Almeno così sembra voler far credere il cravattato di turno. Ma non è cosi. Per fortuna. Il Sole 24 Ore è invece un giornale giovane, attento e dal suo punto di vista innovativo, concetto che associato all’editoria italiana non è azzeccatissimo, un po’ come associare il gioco del calcio ai francesi. Sfogliando il quotidiano cartaceo viene subito in mente una cosa che lo differenzia dai competitor nazionali: il sito web non è il rispecchiamento digitale delle notizie cartacee, e questo è un bene assoluto per il numero di notizie che in sé le diverse piattaforme di fruizione sfornano quotidianamente.  Ma vediamo più nei dettagli i pro e i contro delle piattaforme digitali messe in campo dal “Sole”.

VERSIONE WEB:

NAVIGABILITA’. Il sito è piacevolmente navigabile, forse un po’ troppo “lungo” verticalmente, ma forse proprio per questo dà il senso di profondità e ampiezza delle notizie. Essendo nato come un quotidiano di notizia economica, quello che salta all’occhio dopo l’header centrale, che rappresenta una carrellata di immagini e di titoli delle principali notizie giornaliere, sulla parte destra troviamo l’andamento delle principali borse mondiali seguite dalle ultime news del Radiocor. Interessante anche la barra inferiore centrale con i menu “Le idee del Sole 24 Ore, Scelti per voi, I più visti, I più letti, Il meglio dai blog. VOTO 7

GRAFICA. Grafica semplice e di rilievo, quasi un quadro del Matisse. Si gioca quasi sempre sull’alternanza del Rosso (come le tendine dei menu) e il Nero (sfondi, testi). Un chiaroscuro che aiuta (non a insaputa credo) anche la lettura dei testi e delle sezioni. Forse un po’ troppo grande la foto Header centrale, ma su schermi grandi e con risoluzioni elevate non dovrebbe dare problemi di compattezza nel totale. VOTO 7,5

SERVIZI. Sicuramente il punto di forza del “portale”. Innumerevoli sezioni, sia generaliste (Viaggi24, Cultura, il Trova Cinema) che di settore (Job24, Motori24, Finanza e Mercati). Un numero di pagine infinito, norme, andamenti delle economie mondiali, i blog Agorà e Nova100, e perfino lo Shopping24 con i consigli sugli acquisti in Edicola, Periodici e Vini. VOTO 8

MULTIMEDIA. Una quantità di immagini e video da far invidia ai migliori archivi. Approfondimenti su varie tematiche, molti articoli sono accompagnati da carrellate di immagini e video. E’ inoltre presente una sezione dei “Video più visti” che variano dalle tematiche economiche e sociali, dalle interviste ai video musicali. Ottimo. VOTO 9

SOCIAL NETWORK. Oggi come oggi un sito web che si rispetti non può non essere “perennemente online”. Anzi questo determinato periodo storico per l’editoria nazionale (e non solo) le nuove possibilità offerte dal web e dal citizen journalism rappresentano una forma inesauribile di rinnovamento e di freschezza. Per questo non poteva mancare l’estensione de Il Sole sui social network più rilevanti come Facebook, Twitter, LinkedIn, Friendfeed e così via. Due semplici battute sull’indiscusso capofila Facebook. Sulla bacheca del Sole 24 Ore accade quello che oggi dovrebbe accadere per ogni singola testata nazionale o locale in termini di attivismo sociale. Ad ogni singola notizia pubblicata sulla bacheca, ogni utente può commentare la notizia, dibatterla, discuterne con altri, con le ovvio regole della “netiquette”. Una forma di attivismo sociale e di giornalismo partecipativo essenziale, contro ogni forma di bavaglio.  VOTO 8


VERSIONE MOBILE:

NAVIGABILITA’. Trattandosi di navigazione tramite cellulari, smartphone e palmari, la navigabilità rappresenta il punto di maggior interesse per l’utente medio. Un sito pesante, che ci mette tempo per caricare e che presenta magari anche grafica in flash, può rappresentare un deterrente per far si che la versione mobile di un sito web rimanga fine a stessa, bella ma poco funzionale. Il portale mobile del Sole 24 Ore, data l’intelligenza degli editori e sviluppatori, non presenta alcuno dei presupposti negativi elencati sopra. Navigabilità verticale comoda, veloce e mai pesante. Un header fotografico centrale statico seguito dall’elenco delle notizie di maggior rilievo a livello nazionale e mondiale. Gli indici e i titoli finanziari con i rispettivi andamenti e la comodissima funzione di ricerca nell’intero sito. Nella parte finale si trovano le sezioni Notizie, Norme e Tributi, Finanza e Mercati, Economia, Tecnologie, cultura e i vari Magazine. Non per ultima la possibilità di attivare direttamente dal dispositivo i servizi Sms che personalmente non ho mai provato e non posso quindi giudicare. P.S. la prova è stata eseguita con un iPhone, attualmente il miglior device per visualizzare “alternativamente” ai PC domestici i siti web. Con altri dispositivi mobili più datati l’esperienza di navigazione non dovrebbe cambiare più di tanto vista la leggerezza delle immagini e della grafica fluida utilizzata. VOTO 8

GRAFICA. Ovviamente trattandosi di un portale mobile, come già evidenziato nella sezione precedente, la grafica non può e non deve essere il fattore principale. Un portale che vuole essere un’estensione di un quotidiane deve necessariamente saziare la sua funzione classica: informare. Anche se oggi come oggi molte immagini “informano” molto più di 1000 battute, su un dispositivo mobile non si può esagerare nelle foto, puntando molto di più sul teso e sull’organizzazione delle sezioni, davvero ben fatta e riuscita. VOTO 6,5

SERVIZI. Molti servizi presenti sul portale web “classico” sono nascosti in quello mobile per un semplice motivo: possono essere raggiunti entrando nelle singole sezioni o digitandoli nel riquadro “cerca”. Ad esempio entrando nella sezione “Tecnologia” possiamo scegliere tutte le altre sezioni correlate (es. Cellulari, Ict, Scienza, ecc…) che per ovvia mancanza di spazio non sono presenti in un’unica pagina come nel portale classico. Una sezione che manca e quella dello Shopping, che in ogni caso rappresenta ancora un punto interrogativo (un po’ ovunque) sui dispositivi mobili e una sicura sfida per il futuro degli Store mobili e dei relativi VAS (Servizi a Valore Aggiunto). VOTO 7

MULTIMEDIA. Nella versione mobile del sito non sono presenti direttamente immagini e video (tranne l’immagine header dell’articolo principale nella home). Nonostante questo, in calce ad ogni articolo sono presenti diversi strumenti di interattività interessanti. Vi è infatti la possibilità di visualizzare tutti gli Articoli Correlati a quello che stiamo leggende, avendo così sottomano una vera e propria cronologia di un determinato tema, e la possibilità di visualizzare i tag assegnati all’articolo di riferimento, navigando quindi tra gli articoli associati ai tag presenti. Si ricorda inoltre che, almeno sui dispositivi mobili più recenti, vi è la possibilità di visualizzare il portale anche in versione “classica” seppur sullo schermo del cellulare. In questo modo avremo accesso a tutte le gallerie presenti sul sito e ai video, a patto di avere un browser con lettore flash integrato o, come nel caso dell’iPhone, di un’applicazione di streaming video integrata (es. Youtube). VOTO 7

SOCIAL NETWORK. Diciamo la verità. Sul portale mobile del “Sole” non vi è alcun collegamento ai social network. A mio modesto parere poteva essere introdotta una barra, come sul portale classico, con i collegamenti ai profili esistenti sulle varie piattaforme di comunità virtuali (Facebook, Twitter e così via). Ma con il senno di poi e con il successivo ragionamento forse, la scelta attuale è quella giusta, vediamo perché. Oramai per tutti i sistemi operativi portatili (Windows Mobile, Symbian, Android, iPhone OS e l’imminente IOS4) esistono applicazioni ufficiali per i singoli social network. E’ molto più semplice ed economico in termini di tempo, aprire l’applicazione Facebook sul mio cellulare per controllare cosa c’è di nuovo sulla bacheca de “Il Sole 24 Ore” piuttosto che accendere il PC, navigare sul sito e controllare, la stessa cosa vale per Twitter, LinkedIn e tutti gli altri “aggregatori sociali”. La scelta è quindi duplice e non assolutamente dicotomica: se voglio accedere al sito del Sole per leggere le notizie e le ultime quotazioni lo posso fare andando sulla versione mobile dal mio cellulare, e se voglio controllare la bacheca del quotidiano su Facebook o gli ultimi cinguettii su Twitter lo faccio dal mio dispositivo mobile tramite le applicazioni dedicate, che esistono per tutte le piattaforme attualmente sul mercato. Una specificità di approccio che amo. Evidenziamo però un’integrazione importante: la possibilità cioè di condividere ogni singolo articolo via Facebook e Twitter tramite le rispettive icone presenti alla destra di ogni articolo visualizzato. VOTO 7,5

Antonino Caffo
antonino.caffo@hotmail.it

Il social phone va al pubblico di massa

26 Apr

Internet via cellulare è ben diretta verso il pubblico di massa e ora anche gli operatori stanno mirando con tutte le proprie forze verso quest’obiettivo. Il 23 aprile è stato segnato da una duplice notizia, a riguardo: 3 Italia ha lanciato il social phone da 99 euro, INQ1 (da mesi atteso); Vodafone ha presentato una tariffa scontata ad hoc per gli utenti Facebook (ma che funziona anche per altri siti e applicazioni varie). INQ1 viene presentato proprio come “il primo social mobile per tutti”, quindi è chiaro l’intento di conquistare il grande pubblico, soprattutto quelli dei poco danarosi teenager attenti all’innovazione. INQ1, successore dello Skypephone , è prodotto da INQ Mobile (azienda del gruppo Hutchinson Whampoa, di cui fa parte 3) ha applicazioni e social network integrate. Il vantaggio è duplice: di costi e di comodità. Di costi perché per una volta abbiamo un cellulare molto economico ottimizzato per i vari social network, con una tariffa dedicata (come lo Skypephone, che però aveva solo Skype). Chi l’acquista avrà 3 GB di navigazione gratuita al mese fino al 31 dicembre. Sono incluse chiamate a utenti Skype, chat a Windows Live Messenger, accesso a YouTube e a tutti i siti. Dal 2010- fa sapere 3 a Telefonino.net- c’è un costo di 5 euro al mese, nettamente inferiore alla media del mercato. È sempre un po’ un giardino recintato (3 Italia ancora non se la sente di includere Skypeout, per esempio), ma dai paletti generosi. Chi vuole internet senza barriere, con 3, può attivare Naviga3. La seconda novità è la comodità: le applicazioni sono integrate nel cellulare, così per esempio con un clic possiamo scattare una foto (a 3.2 megapixel) e mandarla su Facebook; gli aggiornamenti di Facebook sono visualizzati in tempo reale sul display del cellulare senza bisogno di accedere al sito e via discorrendo. Lo stesso spirito è nell’offerta Mobile Internet Facebook Edition. Come spiegano da Vodafone a Telefonino.net, “ha le stesse caratteristiche della nostra Mobile Internet, quindi include siti e applicazioni senza limiti di traffico, ma costa un euro di meno”. Due euro alla settimana invece di tre. Il senso è che è rivolta agli utenti di Facebook (e quindi è attivabile tramite una pagina dedicata, iN facebook, che quando scriviamo è in via di allestimento). Vodafone vuole fare leva così sulla grande popolarità di Facebook in Italia (10 milioni di utenti) per fare esplodere quest’anno il fenomeno dell’internet su cellulare di massa. Il messaggio è chiaro: da servizio a valore aggiunto, Internet mobile si sta trasformando in commodity, alla portata di tutti. Certo, è più estrema la mossa di 3 Italia, che a questo scopo dedica addirittura un cellulare e a prezzo ridotto. Il rovescio della medaglia della mossa di 3 è che chiede all’utente di acquistare il cellulare di un marchio non blasonato (i giovani sono sensibili anche a questo aspetto). Di contro, utenti disposti a spendere di più possono già contare su molti modelli che se la cavano molto bene con browsing e affini. Oltre agli Android e all’iPhone, si segnala il Blackberry 8900, che Wind ha lanciato con una tariffa rivolta ai giovani (12 euro al mese per internet senza limiti) e un link diretto a Facebook. Che manca, adesso? La possibilità di avere l’integrazione con i social media, offerta da INQ1, anche su modelli di altre marche. O almeno, che siano ottimizzati per il browsing anche i cellulari su una fascia di prezzo intermedia tra quello degli Android e l’INQ.

LG GD910 – è l’ora giusta!

12 Gen

Nel corso del Consumer Electronics Show 2009 di Las Vegas, LG Electronics ha svelato al pubblico GD910, il nuovo orologio cellularecon funzionalità avanzate di cui vi avevamo già parlato nei giorni scorsi.

Se in apparenza LG GD910 può sembrare un prodotto pensato esclusivamente per le persone che amano apparire innovative e sopra le mode del momento, il nuovo GD910 si rivela essere un orologio e un cellulare molto interessante anche per coloro che non sono disposti a rinunciare alle funzionalità più tradizionali.

Spesso solo 13.9 millimetri, resistente all’acqua, interfaccia touch, riconoscimento vocale e connettività 3G HSDPA: questo e molto altro è il nuovo LG GD910 che possiamo vedere in azione in questo video realizzato da LG Electronics. 

 

Sociologia dei new media. Rizoma vs Albero

12 Dic

Ecco perchè a me non piace l’iPhone. Io l’ho provato. Ho provato a farmelo piacere ma non c’è stato nulla da fare. L’iPhone è un rizoma e io sono un albero, quindi siamo opposti. O no?

La metafora del rizoma è stata adottata da Gilles Deleuze e Felix Guattari per caratterizzare un tipo di ricerca filosofica che procede per multipli, senza punti di entrata o uscita ben definiti e senza gerarchie interne; questa è anche la prospettiva di scrittura e di interpretazione proposta in una delle loro opere principali, Millepiani, ovvero la seconda parte dell’Antiedipo, dedicato alla ricostruzione dei nessi profondi fra capitalismo e schizofrenia. In questa opera, Deleuze-Guattari contrappongono la concezione rizomatica del pensiero a una concezione arborescente, tipica della filosofia tradizionale, la quale procede gerarchicamente e linearmente, seguendo rigide categorie binarie ovvero dualistiche; il pensiero rizomatico, invece, è in grado di stabilire connessioni produttive in qualsiasi direzione. 

Cosa c’entra questo con l’iPhone?
L’iPhone ha fatto del suo successo la semplicità. Non ha un menu “a scalare” ha solo un’interfaccia, o più interfacce, dipende dalla quantità di applicazioni e giochi che abbiamo installate sul dispositivo.
Non ha un inizio e non ha una fine. Non ha passaggi intermedi. Non ha sbocchi. Non ha vie di uscita. E’ multilineare e parallelo (nel senso piu pratico del termine) non ha genealogia di struttura. E’ elementare.

Invece altri tipi di dispositivi, ad esempio quelli che montano Windows Mobile (ma anche i Nokia con Symbian), sono ad albero, presentano un menu ramificato dove è possibile “tornare indietro” alle operazioni che abbiamo compiuto precedentemente. E’ genealogico, mappato, pensato e unidirezionale.

Ovviamente le due diverse forme di struttura formativa presentano diversi pro e contro, cosi come i diversi tipi di “touchscreen”, multitouch nell’iPhone e semplice nei Windows Mobile e nel nuovo Nokia Tube.

Diverse filosofie applicative, orientale nell’iPhone e occidentale nelle strutture ad albero.

Sociologicamente parlando è inconscio il pensiero di scegliere l’uno o l’altro basandosi sulle diverse concezioni di navigazione nel Menu, ma è imprenscindibile che tale scelta sia legata al nostro “io” e al nostro stile di vita.

Io scelgo l’albero perchè sono lineare, genealogico e perchè so di poter “tornare indietro” visualizzando quello che ho fatto.

E voi?

Cheers
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