La via libanese alla Pace

10 Apr

Ci sono italiani in Libano che lavorano per uno stato che non si sente in guerra, anche se al confine non la pensano così.

Nel centro del Libano un gruppo di volontari ha fondato l’associazione “Oui pour la vie” legalmente riconosciuta e operante principalmente nella periferia di Beirut. Lo scopo è quello di permettere alla popolazione del Libano di vivere un po’ meno con la paura che si respira al confine, dove lo scontro con Israele può scoppiare in qualsiasi momento. Nonostante non ci sia un coinvolgimento diretto del Libano nella guerra contro i palestinesi, si sente il disagio di un popolo mai tranquillo con i propri vicini e accerchiato da nazioni che si osteggiano per interessi e obiettivi territoriali. La comunità civile creata da “Oui pour la vie” raccoglie l’invito della Chiesa a riunire tutti i poveri a qualunque religione e nazionalità appartengano.

L’associazione invia n bollettino periodico via email per aggiornare i sostenitori (non solo materiali) sulle attività in Libano. In uno di questi si legge come “nei rapporti con il nostro vicinato noi continuiamo con l’offerta di bene attraverso visite e aiuti nei loro quartieri, azioni che sono sempre ben accolte perché rappresentano un’iniziativa di riconciliazione. Paradossalmente sono le zone più ricche e consumiste (dette anche quartieri cristiani) che talvolta fanno finta che i problemi ai confini del sud del Libano non esistano. Purtroppo esistono e bisogna convivere con questa paura, senza scoraggiarsi ma lottando con l’aiuto e l’appoggio alle popolazioni residenti.”

Lo stesso scopo di Padre Damiano Puccini, uno degli italiani in missione in Libano. Il sacerdote è membro di “Lo Tedhal”, un movimento riconosciuto dalla Chiesa Maronita che si occupa di assistenza ai poveri, attivo soprattutto nella diocesi di Byblos. “Noi dal Libano percepiamo ben poco della politica di Israele” – spiega – “perché abbiamo ben altre emergenze da affrontare”. I movimenti umanitari in Libano, che può essere considerata una vera e propria isola di solidarietà tra le lotte arabe, sono nati dopo i massacri dei cristiani ad opera dei palestinesi. L’odio dei palestinesi non è servito però a spegnere le speranze dei cristiani. “Nonostante tutto il cristianesimo considera quella dei palestinesi ancora una causa giusta” – sottolinea Padre Damiano – “la speranza è che possano trovare una collocazione definitiva al di fuori dei campi profughi.” E’ lo stesso Padre Damiano a spiegare la forte differenza tra il Libano e le altre realtà arabe: “Da noi non ci sono le manifestazioni di piazza come in altri regimi dove hanno dovuto rovesciare dittature di 40 anni. Qui non c’è un movimento così forte da guidare una rivoluzione come è accaduto in Egitto o in Tunisia. In Libano accogliamo profughi e rifugiati di qualunque nazione, soprattutto i cristiani copti che scappano dall’Egitto. Come ricorda continuamente Papa Benedetto XVI, quando viene a mancare la libertà religiosa, poi cadono anche tutte le altre libertà. Noi siamo preoccupati non solo per gli avvenimenti militari di questi giorni ma anche per un dopo guerra che sicuramente può scatenare conseguenze dure e imprevedibili per tutte le minoranze, tra cui i cristiani.”

[mi sarebbe piaciuto che questo articolo fosse uscito su altri siti molto più autorevoli di questo, con i quali collaboro. Purtroppo non è stato così ma ci tenevo lo stesso, con questo mio piccolo spazio, a raccontarvi la storia di Padre Damiano]

Una Risposta to “La via libanese alla Pace”

  1. BlackTop Paving Minnesota 16 giugno 2013 a 16:23 #

    That is a very good tip particularly to those
    new to the blogosphere. Brief but very precise information…
    Thanks for sharing this one. A must read post!

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