Rivoluzioni e social media, le regole per postare in sicurezza

28 Mar

L’organizzazione mondiale Access ha elaborato un documento per consentire ai cittadini del Medio Oriente e del Nord Africa di comunicare on-line proteggendo le proprie identità. Visti i disordini civili che impazzano i cittadini più attivi si rivolgono ai social media come unica fonte di sbocco per far sentire la loro voce non solo attraverso foto e video ma anche solo testualmente.
Il rischio è quello di mettere a repentaglio la propria incolumità perché non è difficile, per i servizi governativi, entrare in possesso dei dati degli internauti. Capita che la stessa tecnologia, rivoluzionaria per il popolo, diventi il miglior mezzo per aiutare gli oppressori a identificare chi dissente tramite il Web.

E’ a questo punto che entra in gioco Access l’organizzazione che si definisce un “movimento globale per la libertà digitale”. La guida è stata prodotta sia in inglese che in arabo e rappresenta un vademecum fondamentale per blogger e attivisti digitali. Il documento è utile anche per tutti gli utenti del Web che desiderano un’esperienza di navigazione più sicura. Ad esempio nella guida si spiega come utilizzare in maniera più sicura i servizi di posta elettronica (da Gmail a Hotmail) e la navigazione sui social network come Facebook. In entrambi i casi si consiglia di utilizzare connessioni Https invece delle semplici Http, visto che consentono una navigazione privata e crittografata. Per fare ciò non bisogna essere smanettoni, basta andare nelle impostazioni del proprio provider di posta elettronica e del proprio browser.
Una parte corposa del documento si rivolge alla navigazione con il cellulare, considerato lo strumento maggiormente utilizzato durante manifestazioni e rappresaglie politiche.

Per rendere l’idea dei pericoli ai quali vanno incontro i blogger e gli attivisti digitali nel mondo, sul sito è possibile visualizzare una mappa interattiva sul grado di censura Web secondo diversi parametri. Il Medio Oriente ad esempio detiene il primato per l’esistenza dei più elevati filtri di controllo su un’ampia gamma di temi della vita quotidiana; le stesse zone però sono anche quelle dove è più alta la possibilità di aggirare la censura Web con sistemi alternativi.

Il direttore esecutivo di Access Brett Solomon rassicura, attraverso il sito dell’organizzazione, che possedere un tale documento non è un reato. La guida non spiega sistemi di hacking o procedure fuori legge, piuttosto mette assieme varie conoscenze in materia di sicurezza informatica a disposizione dei semplici cittadini. Il vantaggio vero e proprio si ottiene con il tenersi costantemente aggiornati su come proteggerci sul Web. La stessa Access afferma che la guida non è una bacchetta magica per costruire un muro inespugnabile, ma può contribuire a renderlo più sicuro.

Il sito della Access: www.accessnow.org

Una Risposta to “Rivoluzioni e social media, le regole per postare in sicurezza”

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