Su “Google Finder” una finestra per cercare i famigliari dispersi

11 Mar

[La Stampa, 11 Marzo 2011]


ANTONINO CAFFO


Solo qualche giorno fa avevamo parlato di Google Finder, lo strumento che Google aveva messo al servizio dei famigliari dei dispersi dopo il terremoto di Christchurch in Nuova Zelanda. Poche ora fa un terremoto di dimensioni mai viste ha raso al suolo interi quartieri (prefetture) della costa nord orientale del Giappone. Anche in questo caso Google si è fatta avanti offrendo l’aiuto di Person Finder. Fino a ieri il servizio era esclusivamente in inglese. Da ora invece la prima pagina si apre automaticamente in giapponese per dare priorità alle richieste di aiuto di dispersi e di segnalazioni dei nomi dei superstiti che in qualche modo sono riusciti a raggiungere un internauta. Ovviamente è possibile optare per la lingua ingelse cliccando “English” nella barra superiore della pagina. Al momento i dati inseriti (sia di persone segnalate disperse che “ritrovate”) sono più di 7200. La cifra, vista la mole della tragedia, è destinata a crescere.

Contemporaneamente alla messa online del Finder per il Giappone, Google ha attivato un “centro di crisi” online, molto più dettagliato rispetto al disastro in Nuova Zelanda. Il sito “Google Crisis Response” rappresenta davvero una risorsa fondamentale per avere informazioni sullo stato in cui si trovano le zone colpite. Di particolare importanza la sezione dei bollettini ufficiali, lo stato dei treni e quello sul funzionamento delle centrali energetiche. La stessa Google ricorda che, dati i tempi molto ristetti, non verificherà l’esattezza dei dati inseriti, si appella quindi alla coscienza e allo spirito di collaborazione di chi può davvero aiutare i migliaia di disperati.

Ma è tutto il mondo della tecnologia a mobilitarsi per il Giappone ferito. Nelle ultime ore i più importanti portali e social network si sono mobilitati per dare una mano a chiunque volesse avere notizie su amici, cari, e conoscenti che si trovano nei luoghi del terremoto. In particolare su Youtube si possono giù trovare molti video amatoriali e chiunque abbia bisogno di aiuto (e sia in condizioni di avere accesso al Web) può postare un video per indicare dove si trova facilitando i soccorsi. Molto frenetica l’attività di Twitter, dove nelle ultime ore sono arrivati più di 1200 messaggi provenienti da Tokyo e dai territori circostanti.

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