cara Luciana, hai ragione…

24 Set
Il cellulare ci ha cambiati. Lo dice Luciana Littizzetto, lo promuove Tre, quello stesso brand che se non ha rivoluzionato totalmente il panorama  dei gestori telefonici, ha almeno avuto il merito di segnare un forte cambio di rotta, portando una rottura rispetto al passato.

Niente più code alle cabine telefoniche, e si scrive anche meno. Modifiche nei comportamenti quotidiani dovuti al cellulare, e in un certo senso alla mancanza di tempo. Quello che si proclama assente è in realtà la mediazione, che prima scandiva ogni nostra singola azione. Per telefonare, dovevamo appunto metterci a caccia di una cabina; per scrivere, ci serviva una busta, la carta da lettere, e poi comprare il francobollo, imbucando per sperare in una risposta nel giro di quindici giorni.

Oggi, in due settimane ci mandiamo 200 sms, ma solo perché dobbiamo essere produttivi in ufficio tra un messaggino e l’altro, tra una e-mail e l’altra, tra un mms e l’altro. D’accordo, il cellulare ci ha cambiati, ma non è stato l’unico agente della dismissione di alcune pratiche una volta in voga.

Semmai, il cellulare è stato uno dei veicoli da utilizzare come motivazione, come pretesto, e anche come alibi. Ma in generale, se non fosse stata un’invenzione rivoluzionaria, alla lunga sarebbe finito sul fondo del cassetto più capiente della nostra casa, perso, dimenticato, caduto a sua volta in disuso.

Invece, la bontà del concetto ha consentito una diffusione feroce e uno sviluppo incredibile. Mi piace pensare che l’uomo non sia stato travolto dall’invenzione del cellulare, ma che piuttosto l’abbia incanalata nelle proprie necessità, favorendo un processo di nuove implementazioni e crescita tecnologica, stimolando le case a migliorare e a rendersi più competitive le une nei confronti delle altre.

Le possibilità di miglioramento sono passate in pochi anni da macro a micro, i prodotti rivoluzionari, per quanto riguarda la telefonia mobile, sono forse giunti al termine, ma i limiti non sono prevedibili, e quindi preferisco chiudermi dietro un neutrale“chissà”. Intanto, apprestiamoci a vivere un altro autunno incandescente, tra G-Phone, Xperia, e il primo Nokia completamente touchscreen.

Rivoluzionari come il primo cellulare? Difficile. Interessanti e meritevoli di attenzione? Sicuramente.

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