GTA IV: simbologia di un successo annunciato

1 Mag

E’ finalmente arrivato il quarto, attesissimo, capitolo di “Grand Theft Auto”, la violenta serie di videogame targata Rockstar che da quando è apparsa, era il 1997, ha generato innumerevoli polemiche. Tanto che la sua storia ha finito per coincidere con quella dei giochi elettronici in generale: amati dal pubblico e detestati da politici e associazioni dei genitori. Ma è anche e soprattutto la storia di un successo planetario. Circa 70 milioni di copie vendute, più di quel che sono riuscite a fare le Spice Girls durante la loro intera carriera. Solo Super Mario, i Pokémon, la serie di The Sims e quella di Final Fantasy hanno fatto meglio.
Ma differenza di questi ultimi (tranne forse le Spice Girl) in “Grand Theft Auto” il sangue scorre a fiumi e si commettono crimini di ogni genere. Tanto che in Australia lo hanno vietato mentre negli Stati Uniti l’avvocato Jack Thompson, convinto che i vari Gta siano stati la causa scatenante di diversi omicidi commessi da adolescenti a partire dal 2003, ha più volte citato la Rockstar in giudizio. La stessa Hillary Clinton ha definito la serie Gta “un’epidemia silenziosa”, ritenendola un gioco talmente pieno di ” “violenza e scene di sesso da rendere il lavoro dei genitori molto più duro”.
Viene allora da chiedersi cosa dirà la senatrice di New York, nonché candidata nelle primarie del Partito Democratico. “Grand Theft Auto IV” infatti se la prende direttamente con la sua città e con il sogno americano. Racconta la storia di un emigrante clandestino dell’Est Europa di nome Nico Bellic, arrivato nella Grande Mela (ribattezzata Liberty City) per cominciare una nuova vita. Ma la situazione è ben diversa da quella tratteggiata dal cugino Roman, che gli aveva promesso un’esistenza facile piena di agi in America, e Nico si trova a dover fare i conti con malavitosi russi, sfruttatori di prostitute, gangster alle prime armi, spacciatori di ogni tipo. Una umanità squallida che vive ai margini e che per “arrivare” non ha altra strada che la delinquenza. Il tutto raccontato con la solita dose di sarcasmo tipica della serie.
In una New York riprodotta per filo e per segno, non si va quindi solo in giro a sparare e a rubare macchine o altri veicoli per conto di questo o quel boss. Ma si tenta anche di instaurare qualche legame d’amicizia o qualche rapporto sentimentale andando a bere o a cena fuori, frequentando il bowling, la rimessa di Roman, locali notturni più o meno equivoci. C’è perfino una versione posticcia di Internet, con tanto di siti web per cuori solitari, e si usa di continuo il cellulare e la macchina fotografica integrata. Senza dimenticare le tante emittenti televisive e ovviamente la miriade di stazioni radio da ascoltare in automobile.
La presenza delle radio è uno dei tratti distintivi di “Grand Theft Auto”, in questo quarto capitolo le stazioni sono ben 18 e trasmettono talk show e musica di ogni genere diventando di fatto la colonna sonora più ampia mai realizzata per un gioco elettronico. E se poi un determinato brano dovesse piacere a chi gioca, può comprarlo direttamente sul Web (quello vero). Del resto i tre fondatori della Rockstar, appena finito il liceo, i primi passi nel mondo del lavoro li hanno mossi proprio in una etichetta discografica, la Bmg.
Un mondo dove però di sangue se ne versa ancora tantissimo. Che la profondità della trama, vera o presunta che sia, convinca la Clinton o l’avvocato Thompson è dubbio. Anzi, improbabile. Perché in “Grand Theft Auto IV” si commettono efferatezze di ogni genere, come nei passati capitoli della serie. L’unica magra consolazione, per le tante associazioni di genitori convinte che Gta sia un vero pericolo, sta nel fatto che in questo quarto episodio non si diventa dei boss malavitosi di caratura internazionale. Non c’è alcun finale scontato. E il protagonista, Nico, non diventa più potente. E’ un gioco realistico anche da questo punto di vista.

Una Risposta to “GTA IV: simbologia di un successo annunciato”

  1. Federico 25 aprile 2013 a 13:36 #

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