da Sanniopress

17 Apr

Riprendo un articolo dell’autorevole Billy Nuzzolillo che sul suo sito descrive come la Regione Campania, abbia ben altre priorità nella gestione delle sue risorse finanziarie:

“La Regione paga il sito web di Bassolino”
17 Apr 2008 | Categoria: rassegna stampa


Il sasso nel mare (perché non è uno stagno) di Internet lo lanciano l’associazione «Napolipuntoacapo » e «Napoliliberal»: denunciano «l’ennesimo spreco della giunta regionale che ha affidato il servizio di informazione e comunicazione multimediale alla Campania digitale (una Scarl ora diventata Srl) per un importo di 295mila euro, sia per l’esercizio 2008, sia per il 2009». Ma l’oggetto del contendere non è tanto l’affidamento in sé, quanto il fatto che tali risorse finiranno per finanziare anche il blog di Antonio Bassolino (www.antoniobassolino.it). A sentire le associazioni sarebbe «un sito personale e non istituzionale, quindi non destinatario di risorse pubbliche».

L’era dei blog – Tocca adeguarsi. Il web è sempre più di uso comune, e la politica lo scopre. Ecco allora un fiorire di blog, diari telematici (il termine blog è la contrazione di web-log, ovvero «traccia su rete»’) con i quali comunicare: l’istituzione s’avvicina al cittadino, il cittadino s’avvicina all’istituzione. Anche la Campania lo ha fatto. Oltre al sito istituzionale di Palazzo Santa Lucia si inaugura http://www.campaninelmondo.org e http://www.presidente. campania.itcui si aggiunge http://www.antoniobassolino.it. A curare i tre siti è la società «Campania digitale» (a partecipazione per il 90% della Regione e per il restante dalla Efi, quindi completamente pubblica), il cui presidente e rappresentante legale è Raffaele Sansone, dietro affidamento in house risalente al 15 aprile 2005. Il caso, a sentire le due associazioni, s’apre quando «sul Burc del 14 aprile scorso (n.15) con la deliberazione n.281 si dota la società di 295mila euro per espletare il proprio servizio». Soldi che andrebbero a finanziare anche il portale personale del governatore.

«Questo sito non è assolutamente un sito istituzionale — dice Napolipuntoacapo — bensì è l’oramai famoso blog politico di Bassolino, dove lo stesso esprime analisi politiche, commenti del tutto personali, fa campagna elettorale. È molto grave che si continui a spendere risorse pubbliche affidandole a trattativa diretta a società “pubbliche” escludendo le imprese private e procedendo a una logica assistenziale per alimentare carrozzoni inefficaci. La cosa è meritevole di eventuale denuncia alla Corte dei Conti e alla magistratura ». Napolipuntoacapo ha proceduto ad alune «visure», in base alle quali il blog è stato aperto direttamente da Antonio Bassolino nel 2004. «Come può non essere personale un sito del genere? », si chiedono le due associazioni. «È gravissimo che si continuino a dilapidare risorse pubbliche per le attività di comunicazione del presidente e della giunta», afferma il presidente del gruppo regionale di An, Enzo Rivellini.

La delibera sotto accusa – L’atto di giunta stacca un assegno di 295mila euro, in ottemprenza ad una serie di leggi nazionali che richiamano alla «necessità delle pubbliche amministrazioni di comunicare ai cittadini le attività istituzionali», variamente «promuoverne l’immagine» anche per «obiettive esigenze sociali». La stessa delibera precisa anche che i 295mila euro possono essere finanziati «per euro 136mila rivenienti dai risparmi di spesa realizzati da Campania digitale nel corso del biennio 2006/2007; per euro 115 da ulteriori residui passivi, rivenienti da risparmi di gestione pregressi; e per euro 43.516 stanziati nel bilancio di previsione 2008». E Campania digitale che dice? Per la Srl parla il presidente Raffaele Sansone: «Non so se il blog del governatore può essere definito come ‘‘spazio privato”. È sicuramente un luogo diretto nel quale incontrare i cittadini, esporre il proprio pensiero in una ambito più informale. La mia società cura la manutenzione evolutiva, tecnologica ed editoriale dei prodotti realizzati. Non entro nel merito dei contenuti che è appannaggio dell’ufficio comunicazione del presidente. Comunque, il finanziamento c’è ma, si badi, servirà al pagamento delle spettanze dei ragazzi che con vari compiti lavorano ai tre siti, più qualche spesa di gestione». La redazione informatica, che cura anche video, è formata da quattro giornalisti e due cameramen.

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