Hero e la costruzione della realtà

24 Ott

ovviamente per molti di voi che mi leggono non sto scrivendo nulla di nuovo…ma forse qualcuno imparerà qualcosa oggi (come all’epoca l’ho imparato io)…
Parliamo ancora una volta di “Heroes” telefilm che pare stia spopolando anche in Italia.
Ebbene Heroes, sociologicamente parlando, è l’apoteosi di una teoria conosciuta come “Costruzione sociale della realtà“.
Tale teoria parte dal presupposto che, ad esempio, se una gran fetta di titolari di conti bancari di una certa Banca Pincopallino si convingono (magari tramite sondaggi, forum, dibattiti televisivi) che nei prossimi due mesi tale banca fallirà, molto probabilmente nel breve periodo tale banca fallirà. Nulla di più elementare.
Per Heroes ed in particolare per Hiro (il giapponesino), succede la stessa identica cosa. Si convince che il suo destino è impugnare la spada stile Heman, e salvare il mondo. L’autoconvinzione ha un cosi grande potere su Hiro, che lo porta a compiere azioni predeterminate e inverosivilmente studiate. Capire cosa fare – rubare QUELLA spada – salvare il mondo…(Propp ci avrebbe goduto un sacco)…
Non eroi, ma costruzione sociale della realtà, è scienza…non magia.

cheers

2 Risposte to “Hero e la costruzione della realtà”

  1. gboccia 24 ottobre 2007 a 10:17 #

    Per me sul lato del comportamento individuale assomiglia di più alle profezie autoavverantesi della scuola di palo Alto.

    C’è poi da dire che poichè la realtà dipende dall’osservatore è sempre costruit e Hero lo mostra bene😉

  2. Antonino 24 ottobre 2007 a 10:35 #

    hai ragione su quanto legato a Palo Alto, però per quanto riguarda la realtà costruita dall’osservatore, c’è da dire che Hero nel telefilm mostra tutti i passaggi del “come” si è costruito la sua realtà, che come ben sai anche se costruita individualmente influenza sempre e comunque (anche in minima parte) la vita di chi ci circonda. Quindi il punto è: se Hiro non avesse scoperto di avere quelle doti succederebbe davvero la catastrofe su New York? che riportato nella nostro vita “reale” si tradurrebbe in (esempio): se continuiamo a ripeterci “non voglio fare brutta figura al colloquio di lavoro” vuoi vedere che và a finire che invece la faccio???
    questa è “autodeterminazione” e “autoinvoluzione” alla vita sociale.

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