Comunicare con le immagini – stessa medaglia, doppio gioco. Il caso “Reign over me”

9 Set

Alcune volte la comunicazione ci nasce da dentro; rappresenta un bisogno irrefrenabile di comunicare, di farlo in tutti i modi possibili…parole, musica, immagini, sogni.
Oggi il mio modo di comunicare scaturisce dalla visione di un film, una semplice sequenza di immagini su uno schermo.
Ci sono alcuni film che riescono a farte perdere la cognizione dello spazio-tempo, di quello che stai vivendo. Film che già sai, nel momento in cui stai guardandoli, di essere entrato nella storia perchè quel film, proprio quello davanti i tuoi occhi vincerà 10 Oscar e sarà il film dei film. Per Sempre.
Fortunatamente “Reign over me” non è uno di questi.
Dico fortunatamente perchè poi quei film, così gonfiati dal/del successo non riescono più ad essere loro stessi, si perdono, tra le anziane donne dei cinema di città.
Reign over me è invece uno di quei film da vedere al Cinema d’Essay in viale delle Province negli anni universitari. Uno di quei film che ti riconcilia con il cinema e con un tipo di regia minimalista (nelle spese), ma piena e quasi soffocante di sentimenti (in quello che riesce a rappresentare).
Reign over me è uno di quei film che ti fa avvicinare di più agli Stati Uniti d’America…uno di quei film che quando finisci di vederlo vorresti mandare indietro il Vhs (pardon il Dvd) per ricominciare a vedere cosa hanno combinato quei fanatici di Osama l’11 settembre 2001 nella vita e nei sentimenti di tutti gli americani.
Reign over me riesce quasi a COMUNICARE l’incomunicabile cioè: siamo americani, ci hanno ferito…ci potete aiutare a rialzarci (non a combattere) ?

Con questo post ho voluto solo farmi/farvi nascere una considerazione forse banale, ma in questo momento molto azzeccata.
La comunicazione è fatta di doppi.
Ci sono gli opinion leader che rappresentano sia il distributore che l’utente finale, ci sono di doppi flussi di comunicazione, ci sono il creatore e l’utente. Ma la comunicazione rappresenta un doppio anche negli intenti, non solo negli attori che la compongono.
Un film ha due diversi sbocchi comunicativi:

1. All’interno:
Il film comunica quello che il regista ha voluto rappresentare con le immagini
Il film comunica quello che le immagini rappresentano per il nostro sub-strato psico-sociale

2. All’esterno:
Il film comunica al mondo il pensiero che il regista, quale componente di vari gruppi sociali, ha (o vuole far credere di
avere), riguardo diversi conglomerati di situazioni.
Il film vuole che gli spettatori comunichino quello che il film ci ha lasciato, consendo alle idee dell’autore di rimanere
in vita, dopo il “the end”, dopo l’uscita dalla sala, dopo il rientro a casa.

La comunicazione è doppia, negli intenti, negli attori, nelle modalità.
Attore e astante. Sole e luna. Testa e croce.

reignoverme.jpg

On my stereo: The Who – Love reign over me (appunto)

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