Comunicare con le immagini 2 – Le Graphic Novel si tingono di pixel

9 Set

Conoscete le graphic novel? capolavoro di tecnica, ingengo e fantasia?
Si? bene da qualche mese i videogiocatori “homemade” (e anche mobili) possono vantare il pregio di essere tra i primi a toccare con mano il primo passo verso una nuova forma di Graphic Novel…le Digital Graphic Novel (DGN).
Tutto ciò reso possibile dall’uscita sul mercato di un capitolo della saga di Metal Gear Solid, in forma cartoonificata in stile Graphic Novel appunto.
Questi i dettagli del gioco (anzi dire gioco è riduttivo)…

Metal Gear Solid: Digital Graphic Novel (noto in Giappone anche come Metal Gear Solid: Bande Dessinée) è un videogioco prodotto da Kojima Productions nel 2006.

Il videogioco è basato sui fumetti pubblicati da IDW, e include effetti sonori, musiche ed animazioni.
Dalla schermata dei titoli è possibile accedere a due modalità interattive che sono strutturate per fai immergere il videogiocatore nel fumetto virtuale: mentre è visualizzato il fumetto, il giocatore preme il pulsante quadrato per aprire una modalità di “ricerca ricordi” che da la possibilità di cercare liberamente personaggi e oggetti navigando la schermata in tre dimensioni. Qualsiasi cosa scoperta è aggiunta al database, creando la possibilità di fare scambi con altri utenti via Wi-Fi. È inclusa anche una missione dove le informazioni che il giocatore ha collezionato dal fumetto sono aggiunte in un archivio.

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Una Risposta to “Comunicare con le immagini 2 – Le Graphic Novel si tingono di pixel”

  1. Luciano 10 settembre 2007 a 20:12 #

    Quando all’università ci parlavano di convergenza noi poveri studentelli sbarbati non potevamo mai immaginare che il concetto potesse invadere non solo la sfera dei media, ma anche delle visioni e degli utilizzi all’interno di un media stesso.
    Si, perchè se in superficie questa dinamica potrebbe apparire come una semplice conpenetrazione tra fumetto e tv, in realtà le variabili coinvolte riguardano ben più attori e ben più protagonisti.
    Innanzitutto la pervasività e la ricerca del potere interattivo all’interno dei games. Immergere il proprio io all’interno di dinamiche virtuali è un obiettivo (che credo raggiunto) da diversi anni.
    Ma in questo fenomeno, posto di rilievo lo occupano cinema e quindi finzione. Cinema però non come finzione, ma finzione come cinema. La differenza risiede nel fatto che non viene raccontata una finzione utilizzando il mezzo cinema, ma una finzione utilizza il cinema per elevarsi e svilupparsi, laddove c’è la presenza ingombrante del fumetto.
    Assistiamo ad un progetto che in fase ibrida non solo sconvolge, ma cattura e sorprende.
    Mi aspetterei sviluppi ulteriori. Il fumetto è una pellicola verticale e non orizzontale, disturba e distrae, cattura e coinvolge allo stesso tempo. Ecco che da un punta di visto diverso può subire una rilettura in questo senso, ed è proprio quello che accade con le graphic novel, laddove l’intervento dell’utente è legato al riscaldamento dei suoi sensi vista e udito. Non bisogna fare null’altro (ancora), ma la mia premessa anticipa sicuramente sviluppi ulteriori, per migliorare quella interattività che tutti cerchiamo.

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