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	<title>Commenti a: Comunicare con le immagini 2 &#8211; Le Graphic Novel si tingono di pixel</title>
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	<description>Comunicare non vuol dire solo mandare messaggi. E' un atto sociale e reciproco di partecipazione, atto mediato dall'uso di simboli significativi tra individui e gruppi diversi</description>
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		<title>Di: Luciano</title>
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		<dc:creator>Luciano</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Sep 2007 20:12:14 +0000</pubDate>
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		<description>Quando all&#039;università ci parlavano di convergenza noi poveri studentelli sbarbati non potevamo mai immaginare che il concetto potesse invadere non solo la sfera dei media, ma anche delle visioni e degli utilizzi all&#039;interno di un media stesso.
Si, perchè se in superficie questa dinamica potrebbe apparire come una semplice conpenetrazione tra fumetto e tv, in realtà le variabili coinvolte riguardano ben più attori e ben più protagonisti.
Innanzitutto la pervasività e la ricerca del potere interattivo all&#039;interno dei games. Immergere il proprio io all&#039;interno di dinamiche virtuali è un obiettivo (che credo raggiunto) da diversi anni.
Ma in questo fenomeno, posto di rilievo lo occupano cinema e quindi finzione. Cinema però non come finzione, ma finzione come cinema. La differenza risiede nel fatto che non viene raccontata una finzione utilizzando il mezzo cinema, ma una finzione utilizza il cinema per elevarsi e svilupparsi, laddove c&#039;è la presenza ingombrante del fumetto.
Assistiamo ad un progetto che in fase ibrida non solo sconvolge, ma cattura e sorprende. 
Mi aspetterei sviluppi ulteriori. Il fumetto è una pellicola verticale e non orizzontale, disturba e distrae, cattura e coinvolge allo stesso tempo. Ecco che da un punta di visto diverso può subire una rilettura in questo senso, ed è proprio quello che accade con le graphic novel, laddove l&#039;intervento dell&#039;utente è legato al riscaldamento dei suoi sensi vista e udito. Non bisogna fare null&#039;altro (ancora), ma la mia premessa anticipa sicuramente sviluppi ulteriori, per migliorare quella interattività che tutti cerchiamo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quando all&#8217;università ci parlavano di convergenza noi poveri studentelli sbarbati non potevamo mai immaginare che il concetto potesse invadere non solo la sfera dei media, ma anche delle visioni e degli utilizzi all&#8217;interno di un media stesso.<br />
Si, perchè se in superficie questa dinamica potrebbe apparire come una semplice conpenetrazione tra fumetto e tv, in realtà le variabili coinvolte riguardano ben più attori e ben più protagonisti.<br />
Innanzitutto la pervasività e la ricerca del potere interattivo all&#8217;interno dei games. Immergere il proprio io all&#8217;interno di dinamiche virtuali è un obiettivo (che credo raggiunto) da diversi anni.<br />
Ma in questo fenomeno, posto di rilievo lo occupano cinema e quindi finzione. Cinema però non come finzione, ma finzione come cinema. La differenza risiede nel fatto che non viene raccontata una finzione utilizzando il mezzo cinema, ma una finzione utilizza il cinema per elevarsi e svilupparsi, laddove c&#8217;è la presenza ingombrante del fumetto.<br />
Assistiamo ad un progetto che in fase ibrida non solo sconvolge, ma cattura e sorprende.<br />
Mi aspetterei sviluppi ulteriori. Il fumetto è una pellicola verticale e non orizzontale, disturba e distrae, cattura e coinvolge allo stesso tempo. Ecco che da un punta di visto diverso può subire una rilettura in questo senso, ed è proprio quello che accade con le graphic novel, laddove l&#8217;intervento dell&#8217;utente è legato al riscaldamento dei suoi sensi vista e udito. Non bisogna fare null&#8217;altro (ancora), ma la mia premessa anticipa sicuramente sviluppi ulteriori, per migliorare quella interattività che tutti cerchiamo.</p>
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