Hashmobbing e wedding running: gli utenti come esperti di marketing

Hashmobbing e wedding running: gli utenti come esperti di marketing

Cosa succede quando i flashmobs esulano dalla fisicità dei luoghi geografici e si trafseriscono sul web? Nasce l’hashmobbing, favorito da Twitter e creato grazie ad un uso imprevisto del tagging sulla celebre piattaforma di microblogging.
Gli utenti dimostrano, sempre di più, di padroneggiare e sapere modificare i social media.
Conoscono i nuovi trend, li adottano e li diffondono, diventando così non solo agenti virali sempre più efficaci bensì rafforzando anche il power shifting che contraddistingue il nuovo paradigma dell’utente/prosumer.
Il fenomeno in diffusione del wedding running è un’ulteriore dimostrazione delle possibilità di “auto-marketing” di se stessi e delle proprie iniziative offerto dalla Rete.
Mai come adesso la culutra partecipativa è stata più forte.

Il social phone va al pubblico di massa

Internet via cellulare è ben diretta verso il pubblico di massa e ora anche gli operatori stanno mirando con tutte le proprie forze verso quest’obiettivo. Il 23 aprile è stato segnato da una duplice notizia, a riguardo: 3 Italia ha lanciato il social phone da 99 euro, INQ1 (da mesi atteso); Vodafone ha presentato una tariffa scontata ad hoc per gli utenti Facebook (ma che funziona anche per altri siti e applicazioni varie). INQ1 viene presentato proprio come “il primo social mobile per tutti”, quindi è chiaro l’intento di conquistare il grande pubblico, soprattutto quelli dei poco danarosi teenager attenti all’innovazione. INQ1, successore dello Skypephone , è prodotto da INQ Mobile (azienda del gruppo Hutchinson Whampoa, di cui fa parte 3) ha applicazioni e social network integrate. Il vantaggio è duplice: di costi e di comodità. Di costi perché per una volta abbiamo un cellulare molto economico ottimizzato per i vari social network, con una tariffa dedicata (come lo Skypephone, che però aveva solo Skype). Chi l’acquista avrà 3 GB di navigazione gratuita al mese fino al 31 dicembre. Sono incluse chiamate a utenti Skype, chat a Windows Live Messenger, accesso a YouTube e a tutti i siti. Dal 2010- fa sapere 3 a Telefonino.net- c’è un costo di 5 euro al mese, nettamente inferiore alla media del mercato. È sempre un po’ un giardino recintato (3 Italia ancora non se la sente di includere Skypeout, per esempio), ma dai paletti generosi. Chi vuole internet senza barriere, con 3, può attivare Naviga3. La seconda novità è la comodità: le applicazioni sono integrate nel cellulare, così per esempio con un clic possiamo scattare una foto (a 3.2 megapixel) e mandarla su Facebook; gli aggiornamenti di Facebook sono visualizzati in tempo reale sul display del cellulare senza bisogno di accedere al sito e via discorrendo. Lo stesso spirito è nell’offerta Mobile Internet Facebook Edition. Come spiegano da Vodafone a Telefonino.net, “ha le stesse caratteristiche della nostra Mobile Internet, quindi include siti e applicazioni senza limiti di traffico, ma costa un euro di meno”. Due euro alla settimana invece di tre. Il senso è che è rivolta agli utenti di Facebook (e quindi è attivabile tramite una pagina dedicata, iN facebook, che quando scriviamo è in via di allestimento). Vodafone vuole fare leva così sulla grande popolarità di Facebook in Italia (10 milioni di utenti) per fare esplodere quest’anno il fenomeno dell’internet su cellulare di massa. Il messaggio è chiaro: da servizio a valore aggiunto, Internet mobile si sta trasformando in commodity, alla portata di tutti. Certo, è più estrema la mossa di 3 Italia, che a questo scopo dedica addirittura un cellulare e a prezzo ridotto. Il rovescio della medaglia della mossa di 3 è che chiede all’utente di acquistare il cellulare di un marchio non blasonato (i giovani sono sensibili anche a questo aspetto). Di contro, utenti disposti a spendere di più possono già contare su molti modelli che se la cavano molto bene con browsing e affini. Oltre agli Android e all’iPhone, si segnala il Blackberry 8900, che Wind ha lanciato con una tariffa rivolta ai giovani (12 euro al mese per internet senza limiti) e un link diretto a Facebook. Che manca, adesso? La possibilità di avere l’integrazione con i social media, offerta da INQ1, anche su modelli di altre marche. O almeno, che siano ottimizzati per il browsing anche i cellulari su una fascia di prezzo intermedia tra quello degli Android e l’INQ.

MAGNEGAS IL CARBURANTE ECOLOGICO

LO SCIENZIATO SANTILLI A BENEVENTO PER PRESENTARE MAGNEGAS IL CARBURANTE ECOLOGICO

Sostenibilità e produzione energetica, una risorsa per il futuro Sarà Benevento una delle sedi per le ricerche sulle nuove tecnologie nel campo dell’energia pulita. E’ quanto emerso nel corso del primo appuntamento del ciclo di conferenze voluto da Ruggero Santilli, docente dell’Institute for Research di Palm Harbor in Florida. Gli appuntamenti del ciclo “Nuove scienze applicate all’ecologia e alla competitività”, la cui tappa sannita è stata resa possibile grazie alla collaborazione di Santilli con Futuridea, l’associazione presieduta dall’ex presidente della provincia Carmine Nardone, hanno l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione italiana verso la ricerca di un’energia alternativa “pulita”, capace di salvaguardare il nostro pianeta dai rischi dell’abuso energetico odierno. Presso il Musa, Santilli ha presentato il caso MagneGas, che nasce dall’idea di sviluppare uno strumento in grado di produrre un carburante ultrapulito, attraverso un procedimento di smaltimento di reflui e liquami, attualmente di difficile e costosa gestione. “La possibilità di ospitare il professore Santilli, scienziato di fama mondiale — ha sottolineato Nardone – in un’area poco conosciuta del Mezzogiorno come il Sannio, ci riempie di orgoglio e pone Benevento in prima linea nella ricerca sulle energie pulite. L’appuntamento odierno si inserisce — ha proseguito il presidente di Futuridea – in una vasta serie di esperienze portate avanti dall’associazione che coinvolgono in particolar modo i giovani ricercatori, in una rete di respiro internazionale. Santilli non si è limitato agli studi di carattere accademico, ma è andato ben oltre, cercando di entrare in contatto con le questioni che caratterizzano l’industria e l’ambiente”. Lo stesso Santilli ha spiegato che: “Questa iniziativa nasce da un forte rapporto con Carmine Nardone e dal suo interesse per le questioni legate all’energia pulita e quindi allo sviluppo sostenibile. In particolare — ha specificato – ci occupiamo di rifiuti liquidi e di come questi ultimi possono essere, tramite opportuni trattamenti, mutati in gas. Si tratta di un argomento di rilievo, specie in Campania, dove il problema dei rifiuti è particolarmente sentito e sempre in primo piano. Il Sud Italia ha in sé grandi potenzialità di carattere culturale e storico che, unitamente ai fondi comunitari, possono trasformarsi in risorsa per cambiare in meglio il nostro futuro. Il professore Santilli si è inoltre soffermato sul rapporto tra accademia e realtà produttiva specificando come: “Sia fondamentale confrontare quanto si apprende in ambito accademico con le esigenze dell’industria e dell’ambiente. Anche le teorie di Einstein non sono applicabili in assoluto, ma devono essere considerate alla luce della realtà storica in cui viviamo e dell’evoluzione della nostra conoscenza”.

Antonino Caffo

Chat e social network fonti di depressione

Chiacchierare per troppo tempo online attraverso i social network, come Facebook e MySpace, e i sistemi di messaggistica istantanea può portare le giovani adolescenti verso la depressione. La curiosa rivelazione giunge dalla psicologa Joanne Davilla e dalla sua collega Lisa Starr, entrambe della Stony Brook University (New York, USA), che hanno recentemente effettuato uno studio su una ottantina di ragazzine intorno ai 13 anni di età per valutare quali elementi possano aumentare il rischio di entrare in depressione. In una prima fase della ricerca, svolta circa un anno fa, le due ricercatrici hanno testato i livelli di ansia e i possibili sintomi legati agli stati depressivi delle 83 adolescenti. A distanza di dodici mesi, il gruppo di ricerca ha nuovamente svolto i medesimi test per verificare i possibili cambiamenti legati ad ansia e depressione nelle tredicenni appartenenti al loro campione di indagine. In entrambe le occasioni, alle adolescenti sono state rivolte domande sulle loro prime esperienze amorose legate a eventi significativi come il primo appuntamento o il primo bacio. Attraverso i dati raccolti, le ricercatrici sono così giunte a una conclusione poco incoraggiante legata all’eccessiva comunicazione online. Secondo i risultati della ricerca, infatti, l’uso massiccio di chat, email e social network per parlare delle proprie esperienze amorose aumenta sensibilmente gli stati d’ansia nelle adolescenti, esponendole maggiormente alla depressione. Secondo le ricercatrici, a causa della giovane età le adolescenti non avrebbero strumenti sufficienti per affrontare sempre in maniera costruttiva i problemi amorosi, divenendo così vittime di ansie e frustrazioni. L’eccessiva comunicazione online contribuirebbe ad acuire tali condizioni, esponendo i soggetti maggiormente predisposti a seri rischi legati alla depressione. Le conclusioni cui giunge lo studio delle ricercatrici della Stony Brook University lasciano, tuttavia, non poche perplessità sul rapporto “eccessiva comunicazione online – depressione”. Prima ancora di confrontarsi in Rete attraverso le chat, le email e i social network, le adolescenti hanno modo di condividere idee e dubbi sulle loro relazioni sentimentali in numerosi luoghi al di qua dello schermo come scuola, bar, cinema o altri luoghi di ritrovo. Precedenti studi, del resto, avevano già dimostrato come le adolescenti che tendono a parlare molto delle loro esperienze amorose siano maggiormente esposte a stati di ansia e forte stress. Più che semplice causa della depressione tra gli adolescenti, la Rete appare dunque come uno dei possibili catalizzatori del fenomeno, alla stregua del cellulare o del tavolino di un bar.

LG GD910 – è l’ora giusta!

Nel corso del Consumer Electronics Show 2009 di Las Vegas, LG Electronics ha svelato al pubblico GD910, il nuovo orologio cellularecon funzionalità avanzate di cui vi avevamo già parlato nei giorni scorsi.

Se in apparenza LG GD910 può sembrare un prodotto pensato esclusivamente per le persone che amano apparire innovative e sopra le mode del momento, il nuovo GD910 si rivela essere un orologio e un cellulare molto interessante anche per coloro che non sono disposti a rinunciare alle funzionalità più tradizionali.

Spesso solo 13.9 millimetri, resistente all’acqua, interfaccia touch, riconoscimento vocale e connettività 3G HSDPA: questo e molto altro è il nuovo LG GD910 che possiamo vedere in azione in questo video realizzato da LG Electronics. 

 

La malavita sbarca su Facebook

E’ di stamane un articolo di Repubblica sulla possibilie apertura di un’inchiesta circa probabili traffici malavitosi su Facebook….ecco il link all’articolo dell’ottimo collega Bolzoni:
http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/tecnologia/facebook-capodanno/indaga-pm/indaga-pm.html?rss
Una rilfessione interessante sapete qual’è?
Di sicuro il Pm che aprirà l’inchiesta è stato “influenzato”, positivamente intendo, dai numerosi dubbi creati dagli utenti del mezzo di fruizione dei probabili traffici…e cioè proprio Facebook.
Questo a mia memoria, sembra essere il primo caso di apertura di inchiesta collettiva, e cioè di “spinta popolare” all’apertura di un’indagine. L’accostamento è praticamente simile a ciò che avvene a Manila nel 2001 quando migliaia di cittadini “portarono” alle dimissioni dell’allora Presidente Estrada organizzando dimostrazioni tramite SMS
P.S. Buone feste passate…ihihihihihhihihi

Sociologia dei new media. Rizoma vs Albero

Ecco perchè a me non piace l’iPhone. Io l’ho provato. Ho provato a farmelo piacere ma non c’è stato nulla da fare. L’iPhone è un rizoma e io sono un albero, quindi siamo opposti. O no?

La metafora del rizoma è stata adottata da Gilles Deleuze e Felix Guattari per caratterizzare un tipo di ricerca filosofica che procede per multipli, senza punti di entrata o uscita ben definiti e senza gerarchie interne; questa è anche la prospettiva di scrittura e di interpretazione proposta in una delle loro opere principali, Millepiani, ovvero la seconda parte dell’Antiedipo, dedicato alla ricostruzione dei nessi profondi fra capitalismo e schizofrenia. In questa opera, Deleuze-Guattari contrappongono la concezione rizomatica del pensiero a una concezione arborescente, tipica della filosofia tradizionale, la quale procede gerarchicamente e linearmente, seguendo rigide categorie binarie ovvero dualistiche; il pensiero rizomatico, invece, è in grado di stabilire connessioni produttive in qualsiasi direzione. 

Cosa c’entra questo con l’iPhone?
L’iPhone ha fatto del suo successo la semplicità. Non ha un menu “a scalare” ha solo un’interfaccia, o più interfacce, dipende dalla quantità di applicazioni e giochi che abbiamo installate sul dispositivo.
Non ha un inizio e non ha una fine. Non ha passaggi intermedi. Non ha sbocchi. Non ha vie di uscita. E’ multilineare e parallelo (nel senso piu pratico del termine) non ha genealogia di struttura. E’ elementare.

Invece altri tipi di dispositivi, ad esempio quelli che montano Windows Mobile (ma anche i Nokia con Symbian), sono ad albero, presentano un menu ramificato dove è possibile “tornare indietro” alle operazioni che abbiamo compiuto precedentemente. E’ genealogico, mappato, pensato e unidirezionale.

Ovviamente le due diverse forme di struttura formativa presentano diversi pro e contro, cosi come i diversi tipi di “touchscreen”, multitouch nell’iPhone e semplice nei Windows Mobile e nel nuovo Nokia Tube.

Diverse filosofie applicative, orientale nell’iPhone e occidentale nelle strutture ad albero.

Sociologicamente parlando è inconscio il pensiero di scegliere l’uno o l’altro basandosi sulle diverse concezioni di navigazione nel Menu, ma è imprenscindibile che tale scelta sia legata al nostro “io” e al nostro stile di vita.

Io scelgo l’albero perchè sono lineare, genealogico e perchè so di poter “tornare indietro” visualizzando quello che ho fatto.

E voi?

Cheers
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Un utente su due soffre la tecnofobia

Il tecno-stress o la tecno-fobia data dal malfunzionamento degli oggetti tecnologici è con tutta evidenza una caratteristica endemica dell’era moderna. Ora uno studio Pew Research Center’s Internet & American Life Project condotto su 2.054 adulti mira a fornire dei numeri oggettivi sui malfunzionamenti e sulle relative risposte degli utenti agli errori della tecnologia.

I dati che escono fuori sono incoraggianti per chi si sente frustrato da una tecnologia che sembra rivoltarsi sempre contro (mostrano che, se non altro, non si è soli) ma scoraggianti per chi guarda al business tecnologico e ci legge l’incapacità delle aziende di mettere a punto strumenti davvero utilizzabili da chiunque.

Almeno metà degli statunitensi (popolo mediamente più tecnologico del nostro) hanno bisogno di un aiuto per la prima accensione di un nuovo device e molti di più necessitano di un aiuto esterno in caso di problemi tecnici. Chi trova in se stesso il modo di superare le difficoltà tecnologiche è solo il 28%, più che altro uomini. Di quelli che cercano assistenza, poi, il 38% lo fa rivolgendosi a chi di dovere mentre il 15% chiama un amico o un familiare e solo il 2% va online.

La tecnologia ha però responsabilità proprie in una fenomenologia simile. Il 44% di chi ha una connessione casalinga ha infatti dichiarato che il servizio ha risentito di problemi nel corso dello scorso anno e il 39% di chi possiede laptop o desktop computer anche ha avuto problemi nei passati 365 giorni. Solo il 29% ha avuto problemi con i telefoni cellulari e il 15% con lettori mp3 (sui quali chiaramente troneggia l’iPod).

Al momento poi di ricorrere alle riparazioni sono però i telefoni cellulari i device meno riparabili (nel 23% dei casi) seguiti dai computer (19% dei casi) e dalle connessioni (7% dei casi). E comunque anche nei casi in cui si arrivi ad una riparazione, il 40% sostiene di sentirsi confuso dalle informazioni che si ricevono e il 48% si fa scoraggiare dallo sforzo necessario.

«Il problema è che un gadget o un servizio può diventare popolare prima che la tecnologia alla sua base sia ben compresa dall’utente medio» spiega Sydney Jones, co-autore del report.

Lo studio infine smentisce anche la credenza comune che i giovani risolvano meglio i problemi tecnologici. Secondo Pew Research,infatti, essi non sarebbero più propensi a risolvere problemi, ma avrebbero un atteggiamento più ottimistico nei confronti dei problemi che si presentano. In tale categoria poi gli uomini sarebbero più tecno-fiduciosi delle donne, anche se non di molto (76% contro 68%).

Digital Divide, il punto nel Sannio

Sax-P “cittadini in rete” è il nome del nuovo progetto dell’Assessorato alle Politiche dell’Innovazione del Comune di Benevento, presentato questa mattina presso il Teatro Comunale. L’iniziativa è finanziata dall’Unione Europea e dalla Regione Campania e si propone di ridurre il divario esistente tra chi può accedere alle nuove tecnologie e chi ne ignora l’uso e l’importanza per motivi economici o culturali.

Durante l’incontro sono intervenuti: il sindaco di Benevento, Fausto Pepe; l’assessore alle Politiche dell’innovazione, Raffaele Del Vecchio; il membro della Commissione Trasporti Poste telecomunicazioni della Camera dei Deputati, Costantino Boffa; l’assessore alla Ricerca della Regione Campania, Nicola Mazzocca; il responsabile del progetto Sax-P Benevento, Enrico Cavallo; il direttore didattico, Michele Ruscello, e l’ingegnere Francesco Finelli, consulente dell’ente Settore Sviluppo Informatico del Comune.

“Nel Sannio si è registrato un forte gap nelle infrastrutture – ha continuato Boffa – rispetto al resto della regione e, di conseguenza, bisogna agire eliminando gli ostacoli che ne impediscono il decollo. La rete internet non è un semplice sfizio intellettualistico ma rappresenta in prospettiva il nostro vantaggio competitivo; Internet è la nuova autostrada senza la quale non è possibile avere nuovi servizi e forse, continuando a muoverci in questa direzione, possiamo recuperare il resto del gap. Il primo passo avanti è stato fatto nel 2007 quando è stato firmato l’Accordo di programma che ha permesso di recuperare zone del territorio non ancora coperte dalla rete internet.

(IlQuaderno.it)

Cnn lancia la giornalista-ologramma

La reporter, stazionata a Chicago, «proiettata» nello studio di New York. Lei scherza: «Sembro la principessa Leila»

ATLANTA – Nella notte elettorale la CNN ha sperimentato con successo per la prima volta la tecnica dell’ologramma in uno studio tv.

COME STAR WARS - La reporter Jessica Yellin, stazionata a Chicago, è stata «proiettata» grazie a modernissime tecniche di ripresa nello studio centrale di New York (guarda il video). In tutto 35 telecamere riprendevano la giornalista da ogni angolazione per riprodurre poi l’ologramma in 3D. Il conduttore Wolf Blitzer ha conversato faccia a faccia per qualche minuto con la corrispondente virtuale, che in realtà si trovava ad un paio di centinaia di chilometri di distanza. «Sei un fantastico ologramma», ha esordito l’anchorman. Il sottopancia del servizio recitava: «Jessica Yellin via ologramma da Chicago. Live». «Sembro Leila, la principessa di Star Wars», ha invece scherzato la giornalista